Europa, sveglia: l’orso bussa e noi discutiamo di pannelli solari

Mentre Mosca ci misura la temperatura dai fondali e i Balcani tornano a fumare, l’Europa si interroga su bonus, pensioni e sostenibilità. Poi ci chiederemo, come sempre, chi mai avrebbe potuto prevederlo. a a La minaccia russa, parola dell’ambasciatrice estone presso la Santa Sede, non è un affare di confini, ma di sopravvivenza continentale. E non serviva un’enciclica per capirlo: bastava leggere un po’ di storia, quella che in Europa si preferisce dimenticare, perché “non inclusiva”. In teoria, basterebbe questa consapevolezza per smettere di contare le centesime della spesa pubblica e investire in ciò che ancora può garantire la libertà. Ma noi, no: noi vogliamo discutere di sanità, scuola, pensioni… come se un esercito potesse essere respinto a colpi di detrazioni fiscali. Quando il buon Vladimir deciderà di allungare il passo, altro che riforme sociali: ci sarà da riformare l’alfabeto, e in cirillico. Eppure, in questa sceneggiatura da commedia nera, la Meloni fa la parte della realista: punta al riarmo e tenta l’equilibrio tra Washington e Bruxelles. Perché, piaccia o no, i popoli disarmati non ispirano pace, ispirano appetito. Intanto la Russia ci spia dai mari, usando tecnologie occidentali comprate tramite terzi. Noi indignati, ma sempre con garbo, come chi scopre il ladro in casa e gli offre un caffè. E sulle petroliere “ombra” di Mosca, che violano le sanzioni? L’Europa fischietta e guarda altrove: forse teme che l’orso si offenda. Quanto al “Green Deal”, ci vorrebbe un “Green Stop”. Non per sfiducia ecologica, ma per semplice priorità: se finiamo colonizzati, sarà dura parlare di transizione energetica sotto la luna di ferro del Cremlino. Nel frattempo, i Balcani tornano nervosi. Tajani e Starmer sorridono e parlano di “riunificazione pacifica”, ma là sotto la polvere è ancora calda. E quando quella regione brucia, l’Europa scopre sempre di aver finito l’acqua proprio in quel momento. C’è almeno una buona notizia: l’accordo tra Leonardo, Thales e Airbus. Finalmente un progetto che ci fa guardare allo spazio, e non per cercare un pianeta su cui fuggire. Ma basterà a compensare la nostra cronica miopia terrestre? L’Europa resta un continente di ottime intenzioni e pessimi riflessi. Ci vuole un’aggressione per ricordarci che la libertà costa, e non si paga a rate. Continuiamo a predicare solidarietà e sostenibilità, ma ci manca l’unica cosa che può garantire entrambe: la forza. E quando, tra qualche anno, ci chiederemo “chi l’avrebbe mai detto?”, qualcuno potrà rispondere: tutti, tranne noi. di Redazione

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L´UE contro il bullismo online

Piano d’azione dell’Ue contro il bullismo online: la Commissione Ue consulta i cittadini 26/07/2025 13:57 BRUXELLES\ aise\ – La Commissione europea ha avviato nei giorni scorsi una consultazione pubblica e un invito a presentare contributi per sostenere l’elaborazione del piano d’azione dell’Ue contro il bullismo online, atteso per l’inizio del 2026. “Il bullismo non si ferma alle scuole o ai parchi giochi. I bambini e i giovani sono sempre più esposti al bullismo online, che con l’avvento degli smartphone e dei social media li può raggiungere in qualsiasi momento – ha spiegato Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia -. Faremo fronte al problema nell’ambito del nostro impegno per rendere il mondo online un posto più sicuro e responsabilizzante per i giovani delle nostre società”. “L’internet deve essere uno spazio sicuro, in cui le persone possano crescere, imparare e rimanere connesse – ha aggiunto Glenn Micallef, Commissario per l’Equità intergenerazionale, i giovani, la cultura e lo sport -. Ciò non significa ignorarne i rischi. Il bullismo online può interessare chiunque e io mi impegnerò ad affrontare con determinazione questo problema. Grazie al piano d’azione agiremo insieme per rendere lo spazio online più sicuro per tutti. Il bullismo online non ha posto nell’Unione”. Circa un adolescente su sei riferisce di essere stato vittima di episodi di bullismo online, mentre uno su otto ammette di esserne stato l’autore. Come annunciato negli orientamenti politici della Presidente von der Leyen, la Commissione è impegnata a combattere il bullismo online e a elaborare una strategia globale a livello dell’UE. Il piano previsto sarà incentrato sulla protezione dei minori e terrà conto anche di altri elementi, come la dimensione di genere e la maggiore vulnerabilità di alcuni gruppi di giovani fino ai 29 anni di età. Il piano d’azione sul bullismo online integra le misure già prese dalla Commissione per proteggere e responsabilizzare i minori online, come gli orientamenti sulla protezione dei minori a norma del regolamento sui servizi digitali, le misure di esecuzione previste dal regolamento sui servizi digitali e il piano per una soluzione di verifica dell’età. La consultazione e l’invito a presentare contributi sono aperti fino al 29 settembre 2025. A settembre sarà avviata anche una consultazione a misura di minore attraverso la piattaforma dell’UE per la partecipazione dei minori. (aise) 

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Bruxelles colpisce ancora…

STOP ALLE DIESEL EURO 5: LA NUOVA FOLLIA EUROPEA CHE CI SALVERÀ (DALLE NOSTRE AUTO) Bruxelles colpisce ancora: preparatevi a camminare, l’apocalisse green è servita! Sì, di una vera follia si tratta! E non una di quelle follie simpatiche, tipo comprarsi un lama domestico o imparare a suonare il didgeridoo. No, questa è una follia “alla Bruxelles”, di quelle che ti fanno venire voglia di trasferirti su un’isola deserta, magari alimentata a diesel Euro 4. Con la stramberia del Green Deal, la nostra amata Unione Europea pensava di essere la prima della classe, la paladina del pianeta, la Greta Thunberg del consesso internazionale. Che sogno ingannatore! Mentre noi, ligi e obbedienti, ci prepariamo a trasformare le nostre auto in rottami fumanti, il resto del mondo se la ride. Da tutte le parti si va avanti a petrolio, carbone e combustibili fossili di ogni specie, e da noi? Da noi si strozza l’economia fino a farla soffocare, vietando la circolazione delle auto diesel 5ª generazione e, per non farci mancare nulla, la vendita di nuove auto a benzina e diesel che emettono CO2 a partire dal 2035. E gli altri, direte voi? Beh, gli altri si prendono il loro tempo, con divieti previsti per il 2050 o “oltre”, che è un po’ come dire “quando avremo finito di contare i soldi”. Intanto la gloriosa produzione europea dell’auto muore, e con essa la speranza di una vita sostenibile per migliaia di famiglie che, ingenuamente, pensavano di poter vivere grazie all’industria automobilistica. Ma che illusi! C’è bisogno di un’azione decisa da parte del governo, dicono. Ovviamente, è necessario porre fine a queste stravaganze di Bruxelles! Non per nulla le altre nazioni extra europee la fanno da padroni in campo economico, militare e geopolitico, mentre noi, costretti “vegani” della mobilità, stiamo a discutere questioni di lana caprina, in attesa di essere divorati dai predatori del “no green deal”. PUNTI CHIAVE (OVVERO, I VOSTRI NUOVI INCUBO NOTTURNI) Preparatevi, perché dal 1° ottobre rischiano di fermarsi più di un milione di veicoli nelle quattro grandi regioni del Nord: Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. La “colpa”? Ovviamente le diesel Euro 5 nei Comuni con più di 30mila abitanti, e il blocco durerà fino al 15 aprile 2026. Non un giorno di meno! Ma non temete, solo il 19 luglio si avrà la risposta definitiva al decreto del 19 maggio scorso. Sessanta giorni per decidere se rovinarci la vita o no. Suspense! Il vice premier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, ha promesso battaglia. E noi ci fidiamo, ci mancherebbe. Dopo tutto, chi meglio di lui può capire la drammatica situazione di chi si vede costretto a lasciare la propria auto in garage per colpa di un po’ di CO2? IL PROBLEMA INQUINAMENTO (CHI SE NE FREGA, VERO?) Lo stop ai veicoli diesel Euro 5 immatricolati tra il 2011 e il 2015 affonda le sue radici, udite udite, nell’eccessivo inquinamento atmosferico della Pianura Padana e nella volontà di contrastare i livelli elevati di CO2 e polveri sottili. Ma dai! Chi l’avrebbe mai detto che respirare aria pulita fosse una priorità? Fortunatamente, il governo ha intenzione di proporre “misure alternative” per evitare di lasciare a piedi milioni di cittadini che, poveretti, sarebbero impossibilitati a utilizzare le proprie auto. Chissà, magari ci daranno dei monopattini a pedali gratis. LE FASCE ORARIE (PER I VOSTRI SPOSTAMENTI NOTTURNI E FESTIVI) Qualora lo stop andasse in porto (e, diciamocelo, andrà in porto), esso riguarderebbe i giorni feriali (quindi da lunedì a sabato) dalle ore 8 alle ore 18.30. Ogni anno, dal 15 settembre al 15 aprile. Enorme, nemmeno a dirlo, il numero di auto costrette al fermo: in Piemonte sarebbero circa 250mila veicoli fermi (l’8% delle auto in circolazione), mentre in Veneto lo stop sarebbe ancora peggiore con più di 350 mila vetture ferme. Ma tanto, chi ha bisogno di andare al lavoro o accompagnare i figli a scuola in quelle ore? LE PAROLE DI SALVINI (IL NOSTRO EROE, SENZA MANTELLE NÉ POTERI FORTI) Come accennato, sul piede di guerra c’è Matteo Salvini, che qualche giorno fa ha dichiarato che l’esecutivo è al lavoro “per fermare il blocco delle auto con motore Euro 5. Questo fa parte delle follie europee, della Commissione von der Leyen che ha approvato quella fesseria economico-industriale che si chiama Green Deal”. E ha aggiunto, con la saggezza di un oracolo moderno: “Non è possibile obbligare le persone a comprare auto elettriche dopo il 2035, ma nemmeno nel 2040 o oltre: qui ci sono cittadini che il prossimo anno non potranno più usare milioni di veicoli Euro 5, questi sono i problemi veri”. Finalmente qualcuno che capisce! QUALI ALTERNATIVE (O COME PRENDERCI IN GIRO CON CLASSE) Le quattro regioni sono in contatto con il governo per trovare altre possibilità e starebbero lavorando a “misure compensative” per ridurre gli inquinanti evitando il blocco coatto delle diesel Euro 5. Tra le ipotesi al vaglio, udite udite, c’è persino l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per una migliore gestione del traffico cittadino e minori consumi di carburante. Sì, perché è risaputo che l’intelligenza artificiale, da sola, può magicamente far sparire lo smog e le polveri sottili! Geni! LE MULTE PREVISTE (PER I TRASGRESSORI CHE VOGLIONO ANCORA SPOSTARSI) Attualmente, chi dovesse eludere l’eventuale blocco rischia sanzioni fino a 168 euro. E non solo! Qualora fosse beccato una seconda volta con due stesse infrazioni nell’arco di due anni, rischia la sospensione della patente tra i 15 e i 30 giorni. Perché, ovviamente, se non puoi usare la tua auto, tanto vale non avere la patente, giusto? Insomma, il futuro è qui, ed è rigorosamente a piedi o in bicicletta. O magari, con un po’ di fortuna, in un calesse trainato da intelligenza artificiale. Che meraviglia, “sèm a pòst”, per dirla in vernacolo milanese! Giuseppe Arnò   Foto credit: licenza Creative Commons Attribuzione

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Romania sceglie l’Europa: Nicușor Dan presidente, argine democratico contro il populismo

La Romania volta pagina e sceglie la strada dell’europeismo: Nicușor Dan, sindaco indipendente di Bucarest e figura simbolo della lotta contro la corruzione, ha vinto il ballottaggio delle presidenziali con il 54,5% dei voti, battendo George Simion, leader del partito ultraconservatore AUR, fermo al 45,5%. La vittoria di Dan non è solo una scelta nazionale, ma un chiaro segnale a favore dell’integrazione europea, della democrazia liberale e del rifiuto dei populismi estremi. Sebbene Simion abbia prevalso tra i votanti all’estero, il risultato finale mostra un’ampia mobilitazione interna per difendere lo Stato di diritto e l’indipendenza delle istituzioni. Il voto arriva in un contesto di forti tensioni politiche, segnato da accuse di interferenze russe e dal ricordo di una precedente tornata annullata per presunti brogli. La vittoria di Dan rappresenta quindi anche una risposta alla disinformazione e alle ingerenze straniere. Il cammino non sarà semplice: il Paese resta attraversato da profonde divisioni sociali ed economiche, ma il risultato delle urne segna una conferma della volontà romena di restare saldamente ancorata all’Unione Europea. In un’Europa scossa dai venti sovranisti, quella della Romania è una scelta che rafforza il progetto europeo. di Redazione

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Blackout in Spagna e Portogallo: sabotaggio elettronico?

Nella giornata di oggi, un blackout su larga scala ha colpito vaste aree di Spagna e Portogallo, lasciando milioni di persone senza elettricità per diverse ore. Le cause ufficiali non sono ancora state chiarite, ma tra le ipotesi al vaglio delle autorità emerge con insistenza quella di un possibile sabotaggio elettronico. Gli esperti di sicurezza informatica sottolineano come le infrastrutture energetiche siano sempre più esposte a minacce digitali, e alcuni segnali anomali registrati prima del blackout sembrerebbero avvalorare questa pista. Le autorità dei due Paesi hanno avviato indagini congiunte per fare luce sull’accaduto e rafforzare i protocolli di difesa delle reti critiche. Ulteriori aggiornamenti sono attesi nelle prossime ore. Di Redazione 28 Aprile 2025

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Retewebitalia.net, Antonio Peragine acquisisce la piattaforma dei 100 giornali on line

    Retewebitalia nasce nel 2013 dall’idea di accorpare più quotidiani on Line . Per una divulgazione più diffusa e geolocalizzata delle notizie regionali di Politica italiana ed Europea e Ambiente .   Antonio Peragine, giornalista, presidente dell’Associazione Anim Aps, organizzazione non profit, che si occupa di italiani all’estero e stranieri in Italia, direttore del Network dei media on line editi dall’Anim, ha definito l’accordo con il Dott. Marcello Silvestri, fondatore di retewebitalia.net, per il cambio di proprietà di retewebitalia.net.ora in mano all’Anim Aps.   La storia di Retewebitalia.net, all’epoca il fondatore fu Marcello Silvestri, unitamente al Giornalista Dario Tiengo. Un grande Tecnico realizzò il progetto, che costruì un banner dinamico per l’interscambio di notizie posizionato al tempo su le home page di oltre 100 quotidiani. Un’opera unica al tempo. Il giornalista Biagio Maimone curava al tempo le relazioni del network . Struttura all’ avanguardia assoluta.   I numeri che raggiungeva il network retewebitalia per visualizzazioni e impressioni non erano , mai stati raggiunti da nessun media On line . Diverse decine di milioni al mese. Lo stesso Silvio Berlusconi sì complimento ‘ per l’innovativa struttura e invito ‘ nel 2016 tutti gli operatori della innovativa Struttura a Roma per complimentarsi del Successo, al tempo a Palazzo Grazioli .   Le immagini del tempo   https://youtu.be/a1Jg7bJa79A   Il network ebbe campagne esclusive di politica , ambiente e finanza nazionali . Retewebitalia.net a seguito dello stato di salute precario di Marcello Silvestri venne post Covid affidato al Network Anim del Dott. Antonio Peragine . Tutt’oggi alla Guida del Prestigioso Brand Nazionale. Ora Peragine intende rilanciare il ruolo di retewebitalia.net, intende aprire una campagna di promozione per favorire l’ingresso di altre realtà regionali per una crescita comune nel settore di media in Italia.   Il Board attuale è composto da:  Il Board di Retewebitalia.NET work in progress  Presidente : Antonio Peragine [email protected]   Prof. Salvatore Maria Mattia Giraldi  Rettore Federiciana Università Popolare –  Vice Presidente               Amb. Prof. Avv. Emanuele Mosca Consigliere   Dott. Biagio Maimone Responsabile della Comunicazione   Dott. Giuseppe Arnò  giornalista – Consigliere per il Brasile   Dott. Roberto De Giorgi  giornalista – Consigliere Italia         Dott. Canio Trione Consigliere   Prof. Goffredo Palmerini giornalista  – Consigliere Italia Per ogni informazione sulle adesioni dei giornali alla piattaforma email: [email protected]   www.retewebitalia.net

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GOVERNO E OPPOSIZIONE DA TELENOVELA

Arnò con Coviello: “Space X di Musk, governo e opposizioni da telenovela”. Ma dimissioni di Belloni dal DIS sono da film di spionaggio? Di Giovanni Coviello – Direttore responsabile 6 Gennaio 2025, 23:16 Trame sui satelliti Star Link di Space X di Elon Musk   Stamattina (all’alba a Rio De Janeiro, circa alle 10 italiane) Giuseppe Arnò, “mio presidente” nell’Associazione Stampa Italiana in Brasile (ASIB), ha pubblicato su La Gazzetta online, di cui è direttore, un suo editoriale “Un bacio per costruire… scoop!  La visita di Meloni a Trump e il delirio mediatico” in cui ironizzava sul delirio mediatico attorno alla visita di Giorgia Meloni a Donald Trump con ospite, per alcuni occulto, il patron di Space X e non solo, Elon Musk. “Un incontro normale – diceva sostanzialmente – è stato trasformato dai media in una serie Netflix di fantapolitica. Convenevoli e un documentario sul “furto elettorale” del 2020 diventano, per i giornali, dialoghi segreti e strategie globali”. L’autore alla fine scherza: “forse a certa stampa manca il senso dell’umorismo… o almeno un po’ di realtà”. Allora, per non rimanere confinati nel piccolo, non tanto di Vicenza ma dell’Italia tutta, lo abbiamo chiamato nel tardo pomeriggio (in Brasile sono 4 ore dietro) per confrontarci con lui, non solo giornalista di respiro internazionale ma anche con una lunga esperienza di legale per “affari d’impresa”. Perché, dopo la prevedibile “rivelazione” del motivo (trovare la quadra per liberare Cecilia Sala dai cippi in Iran evidente ritorsione per l’incarcerazione in Italia su richiesta Usa dell’iraniano Mohammad Abedini Najafabadi), della visita lampo di Giorgia da Donald, che l’ha così amichevolmente ricevuta a casa sua, la questione che ha portato a scontri tra governo a opposizioni è stata la ventilata definizione di un accordo tra il nostro Paese e Space X  per un acquisto da 1,5 miliari di euro di servizi di “comunicazione sicura” con i satelliti Star Link dell’azienda di Elon Musk. “Allora?“, chiediamo semplicemente al presidente, avvocato e collega dell’altra parte del mondo, Giuseppe Arnò, per iniziare ad esaminare il caso. “Nel grande circo mediatico che chiamiamo politica italiana, un nuovo numero tiene banco: il caso Space X. Abbiamo un cast d’eccezione degno di una serie tv, dove ogni personaggio interpreta con passione il proprio ruolo“. Li vediamo uno per uno cominciando proprio da Musk che con i suoi soldi e il suo social X potrebbe (vuole?) appropriarsi della politica dopo gli affari o, addirittura, ecco il timore, della politica per fare altri affari?   “Siamo pronti! proclama il visionario, maestro della retorica iperbolica, come se avesse già acceso i motori dei razzi per decollare verso la luna (o verso Palazzo Chigi). Nessuno sa esattamente a cosa sia pronto, ma lui sì. Ed Elon ci tiene a farcelo sapere con i suoi twit (x-itt?). Sarà per i satelliti? Per la connessione internet globale? O per un cameo in una puntata speciale di Porta a Porta? Troppo piccola per lui? Boh, non lo sappiamo“. Ma lui lo sa e il nostro Governo frena veramente dopo le anticipazioni di Bloomberg, sull’affare da 1,5 miliardi che ha fatto infuriare le opposizioni che hanno trovato una, momentanea?, compattezza persa dal giorno della partita di calcio con Schlein, Conte e… Renzi? “Da Palazzo Chigi arriva la dichiarazione solenne: “Nessuna firma”. Una frase breve, decisa, quasi tagliente, che prova a recidere il rumore mediatico con la precisione di un bisturi. Altro che surreale: il governo si muove con cautela in un terreno minato da accuse (infondate, dicono a Chigi e dintorni) e insinuazioni (creative, ripetono). Nessun contratto, nessuna gara, nessuna cena compromettente. L’incontro in Florida? Solo un episodio diplomatico, trasformato dall’opposizione in una trama degna di un romanzo di spionaggio. Palazzo Chigi, intanto, resta saldo e insiste: la realtà non ha bisogno di effetti speciali“. Boomberg Space X Detto che Meloni, colleghi di governo e parenti governanti vari non potrebbero fare diversamente, tanto più se i rumors, peraltro giustificati da un vantaggio monetario della proposta Star Link, problemi di sicurezza a parte (di fianco lancio Ansa delle considerazioni “economiche” di Bloomberg con commenti in alto e in basso, di Andrea Stroppa, il referente di Musk in Italia, e, in basso, di Elon stesso), l’opposizione continua, secondo te, a essere maestra di fuochi d’artificio? “Giuseppe Conte si lancia in accuse da spy-story: «La premier decide in base ai rapporti personali con uno degli aspiranti padroni del mondo?» Aspettate un attimo: aspiranti padroni del mondo? Siamo passati da House of Cards a James Bond in versione abruzzese in un batter d’occhio. Matteo Renzi, dal canto suo, indossa il mantello del paladino della trasparenza, luiil nostro politico consulente extra UE: «1,5 miliardi a un privato senza gara? Non sia mai!». Giusto ma, detto da chi ci ha regalato anni di governo “strategico”, il sarcasmo è inevitabile“. E il gran finale di Borghi e Lupi, i comprimari di opposizioni e governo? “Su Repubblica il senatore di Italia Viva, Borghi, si scatena con un monologo da teatro shakespeariano, con tanto di “emozioni da resort” e il ministro degli Esteri paragonato a un maggiordomo silente. Uno spettacolo che oscilla tra tragedia e farsa. Ma almeno qualcuno si diverte. Maurizio Lupi, fedele scudiero del governo, gli risponde sullo stesso giornale controbatte con un tono da maestro di scuola elementare: «L’opposizione inventa tutto, è ridicolo!». Non che servisse, ma grazie per il chiarimento, Lupi“. Ma è proprio un chiarimento o è solo un antipasto a Guerre Stellari o, per rimanere a casa nostra, allo spaghetti western “Per un pugno di dollari”? “L’effetto complessivo di tutti questi numeri è un grande niente. Musk resta “pronto” per non si sa cosa, il governo corre a dire che non fa cose che nessuno ha mai provato, e l’opposizione cerca di scalmanar la gente con accuse che sembrano più delle fiction che della vera politica. Ma si sa, in Italia, il vero spettacolo è sempre dietro il sipario. Tu chiamale, se vuoi, emozioni… o solo polvere negli occhi”. Nel frattempo, però, con uno strano o preoccupante, fate voi lettori, tempismo è ufficiale l’altra illazione della stampa anti Meloni (Repubblica), questa volta diventata realtà:

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Vicentini in Brasile

L’emigrazione vicentina in Brasile: una storia di sogni, sacrifici e speranza L’emigrazione vicentina verso il Brasile rappresenta una delle pagine più significative del grande esodo italiano del XIX secolo. Le valli e le colline della provincia di Vicenza, con i loro paesaggi suggestivi e le comunità rurali operose, videro partire migliaia di uomini e donne alla ricerca di una vita migliore in un continente lontano. Le cause dell’emigrazione storica Tra il 1870 e il 1914, il Veneto – e in particolare la provincia di Vicenza – fu teatro di profonde trasformazioni economiche e sociali. La crisi agricola, aggravata dall’introduzione di nuove tecnologie e da un mercato sempre più competitivo, lasciò molti contadini senza lavoro. Inoltre, la pressione fiscale del neonato Regno d’Italia e le frequenti calamità naturali, come carestie e inondazioni, spinsero molte famiglie a cercare fortuna altrove. Il Brasile, con la sua vasta disponibilità di terre e un governo impegnato ad attrarre manodopera europea per sostituire la forza lavoro schiavista abolita nel 1888, divenne una delle mete principali. Le autorità brasiliane offrirono incentivi, come il pagamento del viaggio e l’assegnazione di terreni, attirando decine di migliaia di vicentini e altri italiani. I vicentini come ambasciatori di valori italiani Fin dai primi insediamenti, i vicentini e i veneti hanno incarnato i valori più autentici dell’Italia: laboriosità, dedizione, spirito comunitario e un profondo legame con la famiglia e la terra. Attraverso il duro lavoro, riuscirono a trasformare vaste aree incolte del Brasile meridionale in territori agricoli prosperi, introducendo tecniche avanzate e coltivazioni innovative. Questi emigranti non portarono con sé solo il desiderio di migliorare la propria condizione economica, ma anche una cultura fatta di tradizioni, arte culinaria e celebrazioni religiose. I loro contributi non solo plasmarono l’identità delle nuove terre d’adozione, ma resero le comunità venete all’estero un simbolo di resilienza e ingegno italiano. La laboriosità dei vicentini e dei veneti si riflette ancora oggi nei tanti successi economici e sociali delle loro discendenze. Nel Brasile moderno, nomi italiani sono associati a imprese agricole, commerciali e industriali di rilievo. Le loro comunità sono apprezzate per la capacità di lavorare in squadra, l’attenzione alla qualità e un’intraprendenza che guarda al futuro senza dimenticare le radici. Emigrazione odierna: valori che continuano Anche nei fenomeni migratori odierni, i vicentini e i veneti continuano a rappresentare questi stessi valori. I giovani che oggi si trasferiscono in Europa, negli Stati Uniti o in altre parti del mondo portano con sé una cultura che combina il senso pratico con la creatività. Pur in contesti completamente diversi da quelli dell’Ottocento, la dedizione al lavoro e il rispetto per la propria identità culturale restano tratti distintivi. Un’eredità che unisce La storia dell’emigrazione vicentina, dal Brasile del XIX secolo ai nuovi flussi globali, dimostra come il legame tra i vicentini e il resto del mondo sia basato su valori universali e sempre attuali. Resilienza, spirito di sacrificio e capacità di trasformare ogni sfida in opportunità sono le qualità che rendono i vicentini ambasciatori di un’Italia laboriosa e creativa. Questa eredità, custodita e celebrata da generazioni, continua a ispirare. Che si tratti delle valli del Rio Grande do Sul o dei moderni centri finanziari globali, i vicentini portano ovunque il messaggio di un’Italia che sa guardare al futuro senza dimenticare la propria storia e i propri valori. Redazione Foto arquivio ASIB

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F1 Nota Stampa

  Ferrari riaccende il Mondiale Costruttori: tutto si decide ad Abu Dhabi! Il GP del Qatar è stato un concentrato di adrenalina, colpi di scena e sorpassi mozzafiato, ma è sul podio di Lusail che si è scritta una pagina decisiva della stagione 2024. Max Verstappen, al volante di una Red Bull inarrestabile, ha conquistato la sua 63ª vittoria in carriera, ma è la Ferrari che tiene banco con una rimonta entusiasmante nel Mondiale Costruttori. Charles Leclerc ha strappato un brillante secondo posto davanti all’australiano Oscar Piastri, regalando ai tifosi del Cavallino Rampante una speranza concreta: ora la Ferrari è a soli 21 punti dalla McLaren, e la battaglia per il titolo si deciderà nell’ultima gara ad Abu Dhabi. E non sono mancati i momenti di alta tensione! La penalizzazione di Lando Norris – retrocesso al decimo posto per non aver rispettato le bandiere gialle – ha giocato un ruolo chiave, mentre le Safety Car e i pit-stop strategici hanno rimescolato le carte più volte. Leclerc, impeccabile nella gestione della gara, ha difeso con grinta la sua posizione da un agguerrito Piastri. Carlos Sainz, sfortunato protagonista di una foratura, non ha mollato e ha portato a casa punti preziosi. Ma è chiaro: a Maranello si respira aria di grande ottimismo. La lotta per il titolo costruttori non è mai stata così viva e appassionante. L’appuntamento è ad Abu Dhabi, dove i 44 punti in palio potrebbero riscrivere la storia. Una cosa è certa: la Ferrari è pronta a regalare spettacolo fino all’ultimo metro di pista! Forza Cavallino, la rincorsa è più viva che mai!

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