Castrovillari restituisce una voce alla sua memoria

Nel decimo anniversario della scomparsa di Luigi Le Voci, una targa restaurata diventa simbolo di identità e continuità culturale     Castrovillari celebra la cultura nel segno della memoria e della gratitudine. Nel decimo anniversario dell’andata via del Maestro Luigi Le Voci, la città rende omaggio a una delle sue figure artistiche più rappresentative attraverso un gesto concreto, silenzioso e duraturo: il recupero di una targa in marmo contenente un’iscrizione poetica scritta di proprio pugno dall’artista. L’iniziativa è stata promossa dal Museo di Palazzo Baratta, oggi inserito nel Sistema Museale di Castrovillari e responsabile anche della gestione della Pinacoteca dedicata al Maestro Le Voci. Il progetto nasce dalla collaborazione con l’Associazione Luigi Le Voci, rappresentata dall’avvocato Francesco Fasanella, e grazie al sostegno della famiglia Baratta, nella persona del N. H. Dott. Don Paolo Baratta e della consorte Donna Alessandra Ciccarelli, che hanno messo a disposizione i fondi necessari. La targa, finalmente recuperata dopo anni di oblio, è affidata alle mani esperte del Maestro scultore Angelo Cherillo, che ne curerà il restauro con sensibilità e rispetto, restituendo piena leggibilità e dignità a un’opera che è insieme testimonianza artistica e lascito umano. Al termine dell’intervento, il manufatto verrà esposto al pubblico, diventando occasione di riflessione sul messaggio poetico e sul valore della memoria condivisa. Non si tratta soltanto di un intervento conservativo, ma di un atto culturale nel senso più alto del termine: riaffermare il legame tra un artista e la sua comunità, tra l’opera e il luogo che l’ha generata. In una giornata carica di valore affettivo e simbolico, Castrovillari dimostra che la cultura non è un bene effimero, ma una responsabilità che si rinnova nel tempo. Un sentito ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile questo recupero: alla famiglia Baratta, al Maestro Cherillo e all’avvocato Fasanella. Grazie a loro, una voce incisa nel marmo torna a parlare, ricordandoci che l’arte, quando è autentica, non se ne va mai davvero. di Redazione

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Bologna, una coppa e una promessa

In libreria dal 5 novembre Bologna, una coppa e una promessa (Minerva Edizioni) di Leonardo Vicari QUANDO UN SOLO MINUTO BASTA A CAMBIARE TUTTO: IL RACCONTO DI UNA CITTÀ, DI UNA PARTITA E DI UN ATTESA LUNGA VENTICINQUE ANNI Bologna, 3 novembre 2025 – C’è un istante, nel calcio come nella vita, in cui il tempo smette di scorrere e si fa rivelazione. Per Leonardo Vicari, giornalista e voce storica della radio bolognese, quell’istante arriva al 53’, quando Ndoye segna e Bologna intera trattiene il fiato. Ma “53’ Ndoye – Bologna, una Coppa e una promessa” (Minerva Edizioni) non è il resoconto di una partita: è la cronaca sentimentale di una città che ha imparato a riconoscersi nei propri sogni, nelle proprie sconfitte e nei propri ritorni. Attraverso il filo rosso della Coppa Italia, Vicari ripercorre venticinque anni di storia sportiva e personale, dagli anni Novanta all’attualità: allenatori, radio, stadi semivuoti, passioni civili, ferite e rinascite. La “Coppa” diventa metafora di una PERCORSO che resiste all’ironia, al disincanto e al tempo che passa. Un trofeo mai conquistato NÈ TROPPO AMBITO ma DA LUI continuamente inseguito — come le promesse che non si smettono di fare, anche quando sembrano impossibili da mantenere.   L’autore: Leonardo Vicari è nato a Bologna, dal 1979 ne vive le voci e i colori, le evoluzioni e i mugugni. È giornalista, conduttore di Quasi Gol su Radio Nettuno Bologna Uno e ideatore del progetto @rimasugli che ricerca e raccoglie dal 2011 le scritte apparse su ogni tipo di parete della città.   UFFICIO STAMPA MINERVA: Korina Sheremet –  [email protected] | 3803835997 Camilla Malfatti – [email protected] | 3428827067 Benedetta Dalla Rovere – [email protected] | 335 5230658  

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Mimmo Leonetti – Uniti per la Pace

Comunicato stampa Il RSAA 1778 rinnova il suo impegno per la pace e la tolleranza, valori fondanti della Massoneria universale. Da sempre al fianco delle comunità più fragili, l’Ordine sostiene progetti di solidarietà, educazione e ricostruzione là dove guerra e violenza hanno lasciato ferite profonde. «La Massoneria – sottolinea Mimmo Leonetti – ha il dovere di contribuire alla ricerca di soluzioni pacifiche ai conflitti, incoraggiando dialogo, rispetto e collaborazione tra i popoli». La storia offre esempi luminosi: Gandhi e la sua filosofia della non violenza; Martin Luther King e il suo “I have a dream”, visione di uguaglianza e fratellanza; Nelson Mandela, simbolo di riconciliazione e perdono dopo l’apartheid. Oggi, da Oriente a Occidente, l’appello si rivolge a intellettuali, uomini di religione, artisti, operatori della cultura e dei media: riscoprire e diffondere i valori della pace, della giustizia e della convivenza comune. Perché è in gioco il futuro stesso dell’umanità. Un monito senza tempo, ricordato anche dalle parole del Fratello Benjamin Franklin:«Siate sempre in guerra con i vostri vizi, in pace con i vostri vicini, e fate sì che ogni anno vi scopra persone migliori». Mimmo Leonetti

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Presentazione del libro “I messaggeri d’Abruzzo nel Mondo”

      Incontro con l’Autore Dom Serafini   Sabato 12 Luglio, ore 19:00 Dietro la Torre di Caporciano (AQ)     Fa tappa a Caporciano il “book tour” del giornalista italo-americano Dom Serafini per il l’uscita del quinto volume della serie “I Messaggeri d’Abruzzo nel Mondo”. Sono oltre 50, distribuiti su 32 paesi, i profili trattati, di abruzzesi che si sono distinti all’estero facendo conoscere ed apprezzare la regione Abruzzo. Dopo oltre 2.000 di questi personaggi trattati nella rubrica Abruzzesi nel Mondo de Il Messaggero da Serafini che ora ha portato la sua rubrica su Il Centro, é chiaro che il talento abruzzese all’estero non mancherá mai. Come non poteva mancare il contributo dell’aquilano Goffredo Palmerini, che ha redatto l’epilogo del volume. In termini di statistiche, dei 32 paesi originari dei personaggi decritti, 13 paesi sono nella provincia di Chieti, 10 in quella teramana, 7 nell’aquilano e 2 nel pescarese. Le storie raccontate intendono inoltre essere di esempio per  coloro che volessero fare un’esperienza accademica, lavorativa all’estero. Il libro tocca infine temi come la riunificazione di Molise e Abruzzo, il ruolo del CRAM (Consiglio Regionale degli Abruzzesi nel Mondo), il contributo della rivista “Abruzzo nel Mondo”, il Turismo delle Radici visto attraverso Italea Abruzzo, il ruolo dell’Abruzzo durante la Seconda Guerra Mondiale e l’Abruzzo che si distingue all’Onu. Il volume precedente della serie ha raccontato le vicende di talenti espatriati, i “cervelli in fuga” dall’Abruzzo all’estero ma anche dall’estero in Abruzzo. Il volume dedica infatti spazio alle storie di individui provenienti da altre nazioni che, attratti dalle bellezze e dalle opportunità dell’Abruzzo, hanno deciso di stabilirsi nella regione. Queste narrazioni dipingono un ritratto vivace e multiculturale dell’Abruzzo moderno, mostrando come la regione continui a essere un crocevia di diverse esperienze umane. “Ci piace dare esempi di questi flussi “in ingresso” che aprono una finestra di speranza per invertire la rotta dello spopolamento di molte nostre aree interne” commenta Andrea Portante D’Alessandro, Presidente della Associazione Tratturo Magno 101 A.P.S. “I messaggeri d’Abruzzo nel Mondo” celebra il profondo legame che unisce gli abruzzesi alla loro terra natale, ovunque si trovino, e rende omaggio a coloro che hanno trovato nell’Abruzzo una nuova dimora, contribuendo alla sua crescita culturale. Si tratta di un libro, come i precedenti della serie, reperibile in librerie, edicole e negozi online. Questa edizione de “I Messaggeri d’Abruzzo nel Mondo” è sponsorizzata da TLN, la rete televisiva italiana in Canada, è stato pubblicato da TV Trade Media e porta l’imprimatur del Rocky Marciano Festival. Dom Serafini   Domenico (Dom) Serafini risiede a New York City e nella nativa Giulianova. É il fondatore e direttore di VideoAge e VideoAge Daily, quotidiano per il settore televisivo internazionale. Dopo il diploma va a continuare gli studi negli Usa e, dal 1968 al ’78 ha lavorato come freelance per riviste in Italia e negli Usa, DJ per tre stazioni radio ed ha prodotto programmi Tv. Nel 1979 viene nominato direttore di Television/Radio Age International di New York e nell’81 fonda VideoAge. Dal ’94 e per 10 anni scrive di televisione su Il Sole 24 Ore ed Il Corriere della Sera. Attualmente collabora con Il Centro dove ha portato la rubrica sull’Abruzzo e gli abruzzesi che ha tenuto in precedenza sul Messaggero. Ha pubblicato numerosi libri tra cui La Televisione via Internet nel 1999, Hollywood nasce in Abruzzo, con Generoso D’Agnese ed i 5 volumi della serie I Messaggeri d’Abruzzo nel Mondo   Fonte: G. Palmerini  

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Novità librarie

The Big Band Theory Il nuovo libro di Alceste Ayroldi sulla storia del jazz in Italia, con particolare attenzione alla nascita e allo sviluppo delle orchestre jazz.   Prima nazionale della presentazione il 17 luglio al Parco del Celio – Roma Per la Rassegna Letteraria “Il Suono delle Parole”   Sulla scena culturale ed artistica musicale jazz è nata l’idea del noto critico musicale, scrittore e giornalista. Alceste Ayroldi, di scrivere il suo ultimo libro, che pone attenzione alle orchestre jazz in Italia. Il libro raccoglie, inoltre, numerose interviste ad altrettanti direttori di orchestre jazz italiani.   Alla fine degli anni Cinquanta è nata a Milano la prima scuola di musica dedicata al jazz, fondata da Giorgio Gaslini, forse il primo a dare al jazz la stessa dignità della musica colta. Un processo che è proseguito senza interruzioni fino ai nostri giorni e che, nel 2006, ha visto nascere nell’Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group, fondata dal Maestro Ignazio Garsia negli anni Settanta, il primo esempio in Italia di orchestra permanente a partecipazione pubblica (legge regionale 1° febbraio, 2006, n. 5).   La prima organica attività concertistica di produzione orchestrale a partecipazione pubblica, promossa in cicli di concerti in abbonamento. Appare perciò inquietante che l’attività svolta da una delle maggiori istituzioni musicali, nel 2018, sia stata giudicata dalla Commissione Musica ministeriale, priva dei titoli artistici minimi per accedere al FUS.  Ricostruendo la genesi delle rispettive orchestre e rievocandone l’attività e le collaborazioni internazionali, le testimonianze di Maestri come Mario Corvini e Pino Jodice, Enrico Intra e Massimo Nunzi, dimostrano quanto il jazz rimanga una realtà vitale all’interno del panorama musicale italiano, e abbia anzi conosciuto, negli ultimi anni, un’ulteriore espansione. Alle interviste segue un interessantissimo focus sulla nascita e sullo sviluppo della scena jazz a Palermo che vede protagonista nel 1974 la nascita della realtà artistico-musicale, fondata dal M° Ignazio Garsia, il Brass Group.   Nello scantinato di Via Duca della Verdura, hanno suonato, a partire dal febbraio del 1974, tantissimi artisti come Charles Mingus, Charlie Parker, Frank Sinatra giusto per citarne alcuni. Da quel momento, il fermento della musica jazz ha cominciato a proliferare creando sempre più interesse verso la “Musica del nostro Tempo”. Molti i Direttori d’orchestra che hanno diretto l’Orchestra Jazz Siciliana e di cui ne hanno elogiato le capacità musicali, tra cui Carla Bley con cui ha anche registrato il suo disco pubblicato dalla ECM.   L’autore rende noto che, per un’errata interpretazione delle fonti, la pagina 13 contiene due refusi: le iniziali orchestre citate sono errate. Di tanto se ne scusa con il pubblico e con gli interessati.   Il libro non si limita a ricostruire la storia delle orchestre jazz, ma offre anche una riflessione sull’importanza del jazz nella musica italiana contemporanea. La prima nazionale della presentazione del libro si terrà il 17 luglio a Roma (Parco del Celio, Colosseo) all’interno della rassegna letteraria Il Suono delle parole, diretta da Valeria Saggese. Interverranno Pino Jodice (direttore d’orchestra) e Stefano Mastruzzi (direttore d’orchestra e del Saint Louis College of Music), il Maestro Ignazio Garsia (Presidente della Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group) ed il Prof. Domenico Cogliandro (Direttore del Centro Studi della stessa Fondazione). Le altre presentazioni previste saranno il 29 luglio a Ostuni (BR) presso la Casa della Musica, il 30 luglio a Bitonto (Ba), presso la libreria del Teatro. A settembre sarà presentato presso La Feltrinelli di Bari. Il 26 settembre ci sarà la presentazione ufficiale a Palermo, presso il Reale Teatro Santa Cecilia.   Sarà questa l’occasione per discutere la storia e il futuro del jazz in Italia ed in particolare sulla stabilizzazione delle orchestre di musica jazz alla pari delle orchestre di musica lirica per ottenere pari dignità sociale e lavorativa dei tanti giovani talenti che credono nel futuro del jazz. L’Ufficio Stampa Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group Rosanna Minafò mob. 3484009298

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Novità librarie

Hanno perso un diritto, ma non la memoria. E con quella, hanno costruito una nazione.     Novitalia è un romanzo sorprendente, fuori da ogni schema. Non è solo la storia di una famiglia, né soltanto il sogno utopico di una nazione nata dal nulla. È un inno testardo e commovente all’identità italiana, raccontato con la leggerezza dell’ironia e la profondità delle radici. Ennio Marchetti ci conduce, con mano sicura e affettuosamente dissacrante, tra le generazioni dei Ferraris: piemontesi emigrati in una remota isola del Pacifico, che pur vivendo lontano migliaia di chilometri, hanno conservato – e reinventato – un’Italia tutta loro. Un’Italia fatta di dialetti, canzoni, ricette tramandate a voce, racconti mitici di antenati e cartoline scolorite di un paese mai visto, ma mai dimenticato. C’è in Novitalia il respiro epico dei romanzi sudamericani, ma anche il sapore casalingo delle saghe famigliari più sincere. La lingua si fa viva, teatrale, vivace. I personaggi escono dalla pagina con una forza rara: Giovanni, Rosa, Battista, Dino, Luciano, e infine Giuliano, che nel 2025, di fronte alla negazione della cittadinanza italiana, prende la decisione che segna il destino delle isole. Fondare uno stato. Uno stato vero. Uno stato italiano nell’anima, anche se ignorato dalle mappe. Questo romanzo parla a chiunque abbia sentito di appartenere a un luogo senza mai esserci stato. A chi ha perso il diritto a un passaporto, ma non quello a un’identità. A chi crede che l’eredità più importante non siano i documenti, ma le storie che ci raccontiamo attorno a un tavolo, mentre cuoce la pasta. Novitalia è tante cose insieme: satira, epopea, memoria, utopia. Ma soprattutto, è un grande atto d’amore. Per l’Italia che c’era, per quella che ci sarebbe dovuta essere, e per quella che – almeno in questo libro – esiste ancora. Novitalia lo trovi a questo link: https://www.lulu.com/shop/ennio-marchetti/novitalia/paperback/product-m2yynm5.html?q=NOVITALIA+Ennio+Marchetti&page=1&pageSize=4 Alex Ziccarelli  

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Guerra Israele-Hamās di G. Paccione

Una bussola giuridica nella tempesta mediorientale. La lezione di Giuseppe Paccione sulla guerra Israele-Ḥamās Recensione di Gioele Scavuzzo   Nel libro “Guerra tra Israele – Ḥamās nel diritto dei conflitti armati”, il Prof. Giuseppe Paccione, esperto di diritto internazionale e docente universitario, affronta con rigore e profondità una delle crisi umanitarie e giuridiche più drammatiche del nostro tempo. Questo testo si impone non solo come strumento di analisi per studiosi e professionisti, ma anche come guida essenziale per chiunque voglia comprendere, oltre le semplificazioni ideologiche, le implicazioni normative del conflitto israelo-palestinese. L’opera si distingue per un impianto metodologico chiaro e scientifico, che consente di superare le consuete narrazioni dicotomiche per approdare a una lettura che privilegia la dimensione giuridica e umanitaria del conflitto. L’autore analizza le azioni di entrambe le parti (lo Stato di Israele e il Movimento Islamico di Resistenza fondamentalista “Ḥamās”) attraverso i principi fondamentali del diritto internazionale umanitario: il principio di distinzione tra civili e combattenti, quello di proporzionalità, il divieto di punizione collettiva e l’obbligo di protezione della popolazione civile. In questo contesto, il lettore è condotto all’interno di un lessico giuridico imprescindibile, che comprende concetti come crimini di guerra, crimini contro l’umanità, rappresaglia, e responsabilità penale internazionale. Particolarmente rilevante è la riflessione sull’utilizzo della fame come arma di guerra e sull’assedio totale imposto alla Striscia di Gaza: pratiche che, alla luce dello Statuto di Roma e del I Protocollo addizionale alle Convenzioni di Ginevra, si configurano come violazioni gravi del diritto umanitario. L’autore non si limita a un’analisi descrittiva, ma invita a riflettere sul fallimento della comunità internazionale e sulla paralisi delle istituzioni preposte alla tutela della legalità internazionale, prime fra tutte le Nazioni Unite. Paccione rimarca l’urgenza di una riforma strutturale dell’ONU, oggi delegittimata e incapace di esercitare una reale influenza nelle zone di crisi, e denuncia con forza la deriva ad nutum delle potenze mondiali, che agiscono spesso in spregio al diritto internazionale. In questo senso, l’opera si fa anche monito: senza un rilancio del multilateralismo giuridico e della centralità del diritto internazionale, sarà impossibile porre fine ai conflitti e garantire una protezione effettiva delle popolazioni civili. Questo libro, denso di riferimenti normativi, analisi casistiche e fonti primarie, rappresenta un contributo imprescindibile per chi opera nel campo delle relazioni internazionali, della diplomazia, del diritto dei conflitti armati e della cooperazione umanitaria. In un mondo dove la guerra sembra spesso prevalere sul diritto, il Prof. Paccione ci ricorda che il diritto è ancora la bussola indispensabile per orientare l’azione internazionale verso la giustizia e la pace. L’obiettivo del volume, quindi, ha come scopo l’inquadramento di tale conflitto nel quadro del diritto internazionale umanitario o, meglio, del diritto dei conflitti armati [una volta veniva denominato diritto bellico], branca parte del diritto internazionale generale, che disciplina una gamma di regole allo scopo di circoscrivere gli effetti dei conflitti bellici. Esso, inoltre, regolamenta la conduzione delle ostilità e tutelare la popolazione civile da attacchi indiscriminati, ricordando che si applica sia in uno scontro militare interno, sia in quello internazionale, a prescindere dalla legittimazione e dalle ragioni dello jus ad bellum. Il volume, in aggiunta, si focalizza nell’esaminare un insieme di principi cardini che, purtroppo, sono stati infranti a discapito dei civili da entrambi i protagonisti dell’assurdo scontro armato, cagionando molti morti e feriti fra i civili. Principi, come, ad esempio, la necessità, la proporzionalità, l’avvertimento, la precauzione e via discorrendo, contenuti nelle principali Convenzioni di Ginevra e nei Protocolli addizionali (ricordando anche le precedenti Convenzioni dell’Aja et alias), e che i belligeranti stessi, volente o nolente, sono tenuti a rispettare e ad onorare. Il volume inquadra il conflitto Israele- Ḥamās nella sfera prettamente giuridica internazionale, senza dovere essere a favore dell’una o dell’altra parte dei soggetti che si contendono. L’autore si è concentrato, come super partes, nel delineare, con questo lavoro, le ragioni per le quali sia fondamentale che, nel momento in cui inizia una guerra, le Parti coinvolte debbano fare attenzione a non coinvolgere la popolazione civile e i loro beni materiali nel vortice del conflitto bellico.

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C’E’ BACIO e BACIO

Il più bello? Quello non dato! A colloquio con Ilaria Guidantoni per “Il bacio da sfogliare”   Se ci salutiamo con un bacetto sulle guance, di qua e di là, un motivo ci sarà. Ed ancora se baciamo appassionatamente da innamorati, il rebus è risolto dal momento che la passione fa unire – meglio appiccicare – le labbra senza tante giravolte. La fantasia riporta al mio essere piccoletta, sei…sette anni, quando dopo aver visto i bellissimi film televisivi d’amore, con tutti quegli spasmi sensuali della serie ‘Notorius’, replicavo le scene immaginandomi divina in tailleur fasciatissimi accessoriata da tacchi kilometrici, con tanto di cappelli dalle lunghe falde. Ecco allora immedesimarmi in giochi austeri altamente passionali, …  una sorta di Marlen Dietrich ed ancora Greta Garbo che, impossessatesi di me, facevano replicare baci feroci al mio guanciale che alla fine, sgualcito da tanta estasi, tornava dopo più morbido ed arrendevole, accogliendo la mia testolina ancor sognante ed ancora più convinta di voler fare l’attrice da grande! Nel frattempo gli anni passano ed i cicalecci tra amiche fanno scoprire che oltre le labbra c’è di più, come quella ‘linguetta’ – niente a che fare con la linguaccia – che si districa in duelli intensi e pure…umidi, come rispose Dustin Hoffman in “Rain Main” dopo il bacio ricevuto da Valeria Golino all’interno del galeotto ascensore. Tuttavia i baci godono di tante fogge e forme quali quelli dell’imprenditrice Luisa Spagnoli che, con gli avanzi di nocciole e cioccolato, escogitò i celeberrimi “Baci Perugina”, che tutt’ora resistono a tale dolcezza. “Veniamo adesso ai libri. Libri che nascono per dare risposte ai lettori” spiega la giornalista – scrittrice Ilaria Guidantoni autrice del bel volumetto di copertina rossa passionale “Il bacio da sfogliare”, pubblicato dai tipi “Cinque sensi Editore”. Prosegue osservando che sul bacio si è aperto un vero e proprio universo tanto da considerarsi saggio divulgativo, nonché diario di bordo, con riflessioni millenarie permeate anche da immagini religiose e non solo, riportanti persino alla fecondità delle donne etrusche in virtù di quei seni e ventri altamente prominenti. Prosegue poi la Guidantoni osservando che baciare è anche un coinvolgimento emotivo con le labbra che si uniscono – curioso sapere che gli eschimesi sfiorano i nasi – e che il respiro inizia da appena nati col bimbo che si attacca al seno in cerca di nutrimento. “Da aggiungere tuttavia che se gli esseri umani si baciano, non per tutti è così, visto che gli animali comunicano con versetti, mordicchiandosi, ed altro ancora, quale forma di affettuoso richiamo. Di affetto in affetto, un bel tuffo all’indietro ci porta agli albori, alla preistoria incontrando persone rudi, seppur con cuore pulsante, e se gli uccellini triturano il cibo per porgerlo ai loro pargoletti, il richiamo volge spontaneo verso la mamma nello sminuzzamento offerto al piccolino.” “Dammi mille baci” recita Catullo considerato poeta d’amore per antonomasia, celebrando con carmi pieni di pathos l’innata dedizione verso Lesbia, cristallizzando il sentimento amoroso, sottraendolo in tal modo al futuro. Di conseguenza un vero e proprio viaggio persino antropologico come il bacio da contratto nonché d’inflazionismo come insegnano le emoticon (sic!) facendoti fare il segno della croce dello svilimento in atto, con rischio concreto di svuotarlo del suo significato più prezioso. “Ben venga allora il principe a svegliarci” – chiosa la bionda bella Ilaria, rivelando appieno la forza dell’amore. “La conseguenza è che ogni nazione conserva i propri rituali e le proprie leggi in un percorso affacciato anche all’autorevole bacio, rivolto a re, vescovi, cardinali, ed ancora Papi, riconoscendone autorità e rispetto. “ “Gesummaria”, quanta ardenza, quanto afflato viene colto in questi momenti particolari dominati dalla forza di “Amore e Psiche”, con quei due protagonisti dell’amur!  Riguardo all’incantevole   storia narrata da Apuleio. Il finale è esplosivo come la bottiglia dello champagne visto che il bacio ti avvolge in uno squisito gioco mentale e sociale, “Tanto che in India, l’ultimo bacio trasferisce l’anima chiedendo un dialogo comune di spirito, cuore e sensibilità.” In un clima d’altissimo lirismo così romantico, d’obbligo celebrare Omar Galliani che, in tempi di pandemia con tanto di baci banditi – Ilaria dedica un passaggio all’opera dell’artista – capace di concedere per la copertina del libro una delle opere della serie realizzate nel 2020 recitante: “Baci rubati/ Covid 19”. Decisamente uno squisito modo che contravviene ad un momento così intimo e profondo, che lega gli esseri umani. Ma non sono solamente gli aspetti sentimentali quelli che ci interessano visto che il caro protagonista lo si ritrova nuovamente persino negli aspetti goliardici e boccacceschi, rilevando tale spirito anche nella Divina Commedia. Persino l’austera Pompei da sempre accoglie milioni di turisti col ricordo del bacio più famoso della storia; quello dei due amanti che cingono il corpo l’un l’altro avviandosi verso l’eternità. “E chi non ricorda il bacio traditore di Giuda in quella simbologia di percorsi così sottili e polverosi che abilmente si districano tra sacro e profano?” “Patetico sapere – prosegue l’autrice – che a Barcellona, vicino alla Cattedrale, esiste il “Muro del Bacio” colmo d’aspetti significativi, con rovina purtroppo a seguito da quella miriade di ‘selfie’ che vi gravitano attorno. Logico a questo punto pensare all’altro ‘Muro’, quello del ‘Pianto’ dai risvolti decisamente diversi, portatori d’altre dimensioni. Quanto al cinema…beh, lì i baci si sprecano come “Caccia al ladro” con Cary Grant e Grace Kelly, in un connubio perfetto come lo sposalizio del vino col formaggio!” Nell’ampio e luminoso spazio dell’Art Hotel Milano di Prato, piovono domande da parte del nutritissimo pubblico rapito dalla conoscenza nonché chiara esposizione dell’autrice del libro, Ilaria Guidantoni, preparatissima su ogni argomento quale anche il film: “Il bacio dell’Uomo ragno”. “Una pellicola non certamente finita nel dimenticatoio: quando uscì scatenò una caterva d’emozioni grazie a quelle flessioni estremamente stilizzate e sinuose. Chissà se invitarono all’emulazione!   Di bacio in bacio ed ancora baci, copriamo pure la sfera del gusto dal momento che la pianta del cacao era, e continua ad essere “Il cibo degli Dei”, scivolando dolcemente verso quei “Baci per San Valentino” ed altri eventi cioccolatosi. Come i “Baci

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O Surf: Muito Mais que um Esporte, um Estilo de Vida

O surf é um dos esportes aquáticos mais populares e envolventes, conhecido por sua combinação de habilidade, coragem e conexão com a natureza. Originário das ilhas do Pacífico, o surf se espalhou pelo mundo e se tornou uma parte significativa da cultura de muitas comunidades costeiras. Neste post, vamos explorar a história do surf, seu impacto cultural, os benefícios para a saúde, e dicas para quem deseja começar a surfar. A História do Surf Origens e Evolução O surf tem suas raízes nas ilhas do Pacífico, especialmente no Havaí, onde era praticado por nativos muito antes de ser descoberto pelos europeus. Os havaianos antigos consideravam o surf não apenas um esporte, mas também uma parte espiritual e cultural importante de suas vidas. Século XX e Popularização No início do século XX, o surf começou a se popularizar fora do Havaí, especialmente na Califórnia e na Austrália. Com a ajuda de surfistas lendários como Duke Kahanamoku, que promoveu o esporte em competições internacionais, o surf ganhou notoriedade global. Na década de 1960, o surf explodiu em popularidade, impulsionado pela cultura jovem, música e cinema, estabelecendo-se como um ícone da contracultura. Impacto Cultural Estilo de Vida O surf é mais do que um esporte; é um estilo de vida. Os surfistas frequentemente adotam uma abordagem relaxada e despreocupada da vida, valorizando a liberdade, a aventura e a conexão com a natureza. Essa filosofia influenciou a moda, a música e a arte, criando uma subcultura distinta e vibrante. Comunidade e Competição O surf também tem uma forte componente comunitária. Eventos e competições de surf, como o Campeonato Mundial de Surf (WSL), reúnem pessoas de todo o mundo, promovendo o espírito esportivo e a camaradagem. Além disso, as comunidades de surf frequentemente se envolvem em esforços de conservação ambiental, trabalhando para proteger os oceanos e as praias que são tão essenciais para o esporte. Benefícios para a Saúde Física Surfar proporciona um treino físico completo, fortalecendo músculos dos braços, pernas e tronco, além de melhorar a resistência cardiovascular. A prática do surf também aumenta a flexibilidade e a coordenação motora, contribuindo para uma melhor forma física geral. Mental e Emocional Estar no oceano e pegar ondas tem efeitos positivos na saúde mental e emocional. O surf é conhecido por reduzir o estresse, melhorar o humor e aumentar a sensação de bem-estar. A conexão com a natureza e o foco necessário para pegar ondas ajudam a aliviar a ansiedade e promover uma sensação de paz interior. Dicas para Iniciantes 1. Escolha o Equipamento Certo Para começar a surfar, é importante escolher o equipamento adequado. Pranchas maiores e mais largas são ideais para iniciantes, pois oferecem mais estabilidade. Além disso, vestir um traje de neoprene pode ser necessário em águas mais frias para manter o corpo aquecido. 2. Aprenda com um Instrutor Tomar aulas com um instrutor qualificado pode fazer uma grande diferença. Um instrutor pode ensinar as técnicas básicas, como remar, levantar-se na prancha e ler as ondas, além de garantir que você esteja surfando com segurança. 3. Pratique a Segurança A segurança é crucial no surf. Sempre verifique as condições do mar antes de entrar na água e nunca surfe sozinho. Familiarize-se com as regras locais e respeite outros surfistas no lineup. Usar uma cordinha (leash) que conecta você à prancha é essencial para evitar que ela se perca ou machuque alguém. 4. Seja Paciente e Persistente Aprender a surfar pode ser desafiador, mas a paciência e a persistência são fundamentais. Não desanime com as quedas ou dificuldades iniciais; com prática e determinação, você vai melhorar gradualmente. 5. Respeite o Oceano O respeito pelo oceano é uma parte essencial do surf. Mantenha-se consciente do impacto ambiental e ajude a preservar os ecossistemas marinhos. Participe de limpezas de praia e apoie iniciativas de conservação. Conclusão O surf é uma atividade que vai além do simples ato de pegar ondas. É um esporte que promove a saúde física e mental, uma filosofia de vida que valoriza a liberdade e a natureza, e uma cultura rica e diversificada que une pessoas ao redor do mundo. Se você está pensando em começar a surfar, mergulhe nessa aventura com espírito aberto e desfrute de tudo o que o surf tem a oferecer. Lembre-se de respeitar o oceano e a comunidade de surfistas, e aproveite cada momento na água. Aloha!

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