Bolivia: una svolta storica

Rodrigo Paz Pereira eletto presidente della Bolivia: una svolta storica tra riforme, simbolismo e dialogo internazionale

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L’elezione di Rodrigo Paz Pereira alla presidenza della Bolivia il 19 ottobre 2025 segna un punto di svolta nella storia politica del paese andino. Con il 54,5% dei voti, il leader del Partido Demócrata Cristiano (PDC) ha posto fine a due decenni di dominio del Movimiento al Socialismo (MAS), aprendo le porte a una nuova fase di riforme, dialogo internazionale e riscoperta delle radici culturali e diasporiche della Bolivia.

Ma cosa significa questa vittoria per la stabilità interna, le relazioni con il Brasile e per le comunità italiane che vivono in entrambi i paesi?

 

Uno degli elementi più significativi di questa transizione è stato il gesto politico e istituzionale di Jorge “Tuto” Quiroga, secondo classificato nelle elezioni presidenziali. Dopo aver riconosciuto pubblicamente la vittoria di Rodrigo Paz, Quiroga ha dichiarato:

Rodrigo Paz è il presidente eletto e il PDC governerà la Bolivia per i prossimi cinque anni. Il nostro dovere è garantire stabilità e rispetto per la volontà popolare.”

Questo atto, accolto con rispetto da ampi settori della società boliviana e della comunità internazionale, ha contribuito a:

  • Consolidare la legittimità democratica del nuovo governo.
  • Prevenire tensioni post-elettorali e favorire un clima di governabilità e pacificazione nazionale.
  • Aprire la strada a forme di collaborazione istituzionale tra forze politiche moderate, nel rispetto della pluralità democratica.

Il gesto di Quiroga è stato interpretato come un segno di maturità politica e di responsabilità repubblicana, rafforzando l’immagine di una Bolivia pronta a superare le polarizzazioni e a costruire un futuro condiviso.

Rodrigo Paz Pereira è figlio dell’ex presidente Jaime Paz Zamora e della galiziana Carmen Pereira. Nato a Santiago de Compostela nel 1967, ha vissuto la sua infanzia in diversi paesi sudamericani, un percorso che ha forgiato una visione politica aperta, multiculturale e profondamente democratica. Ex sindaco di Tarija e senatore, è noto per il suo stile sobrio, pragmatico e per la sua capacità di mediazione.

La sua elezione è stata accolta come segnale di rinnovamento: un ritorno alla moderazione, alla diplomazia e alla valorizzazione delle identità multiple che compongono il tessuto boliviano.

Negli ultimi anni, Bolivia e Brasile hanno cercato di rafforzare la cooperazione bilaterale, firmando accordi in settori strategici come agricoltura, energia, salute e sicurezza. Nel 2025, i due paesi hanno riattivato la Commissione Mista Demarcadora di Limiti, dopo sette anni di inattività, per aggiornare i confini nella zona San Matías–Buena Vista–Cuatro Hermanos.

Con l’arrivo di Paz Pereira, si prospetta un rafforzamento di tali legami. La sua visione centrista e il suo stile diplomatico potrebbero facilitare:

  • Una maggiore integrazione energetica, con progetti condivisi nel settore del gas naturale e delle energie rinnovabili.
  • Collaborazioni ambientali, soprattutto nella gestione sostenibile dell’Amazzonia e nella lotta contro la deforestazione.
  • Iniziative culturali e migratorie, che valorizzino le comunità transfrontaliere e promuovano il dialogo interculturale.

Grazie alla sua storica influenza regionale, il Brasile potrebbe vedere in Paz un interlocutore stabile e affidabile, capace di rilanciare l’asse La Paz–Brasilia come motore di cooperazione sudamericana.

La comunità italiana in Bolivia, sebbene meno numerosa rispetto a quella brasiliana, è attiva e ben organizzata. Attraverso reti come InterNations, gli italiani residenti nel paese mantengono vive le tradizioni, promuovono scambi culturali e partecipano alla vita sociale boliviana.

Con l’elezione di Paz Pereira, si apre la possibilità di:

  • Rafforzare i legami con l’Italia, valorizzando la sua eredità europea e promuovendo accordi culturali e accademici.
  • Includere la comunità italiana nei processi cerimoniali e istituzionali, riconoscendone il contributo storico e sociale.
  • Promuovere iniziative artistiche e simboliche, che integrino l’iconografia italiana con quella boliviana, in un dialogo visivo e rituale.

La comunità italiana in Brasile è la più grande al mondo fuori dall’Italia, con circa 30 milioni di discendenti. Concentrata soprattutto negli stati di São Paulo, Santa Catarina e Rio Grande do Sul, questa diaspora ha influenzato profondamente la cultura, l’economia e la politica brasiliana.

In questo contesto, la presidenza di Paz Pereira potrebbe:

  • Favorire scambi culturali tra le comunità italiane di Bolivia e Brasile, creando ponti artistici, cerimoniali e accademici.
  • Promuovere il turismo delle radici, attirando italo-discendenti in Bolivia per riscoprire le connessioni storiche e familiari.
  • Stimolare la creazione di reti imprenditoriali transnazionali, che valorizzino il capitale umano e culturale della diaspora.

Paz Pereira ha già dimostrato una sensibilità particolare verso il simbolismo e la ritualità politica. La sua eredità galiziana e il suo legame con figure artistiche e intellettuali europee lo rendono particolarmente attento alla dimensione culturale della governance.

Per le comunità italiane, questo potrebbe tradursi in:

  • Cerimonie istituzionali inclusive, che riconoscano le diverse radici etniche e culturali della Bolivia.
  • Medaglie e onorificenze simboliche, che celebrino il contributo delle comunità italiane alla costruzione del paese.
  • Murales, installazioni e arte pubblica, che integrino elementi italiani, boliviani e brasiliani in una narrazione visiva condivisa.

Naturalmente, non mancano le sfide. La Bolivia affronta problemi strutturali come la povertà, la polarizzazione politica e la crisi climatica. Le relazioni con il Brasile, sebbene promettenti, devono superare ostacoli storici e differenze ideologiche.

Tuttavia, la presidenza di Paz Pereira — rafforzata dal gesto di responsabilità di Tuto Quiroga — offre un’opportunità unica per:

  • Riconciliare le identità multiple della Bolivia, valorizzando la diversità come forza.
  • Rafforzare la diplomazia regionale, con un approccio pragmatico e inclusivo.
  • Rilanciare il ruolo delle comunità italiane, non solo come testimoni del passato migratorio, ma come protagonisti del futuro culturale e sociale.

Finalmente, l’elezione di Rodrigo Paz Pereira non rappresenta soltanto un cambio di leadership: è un invito a ripensare la Bolivia come spazio di convergenza tra Europa e Sudamerica, tra simbolismo e pragmatismo, tra passato diasporico e futuro condiviso. Il gesto di Tuto Quiroga, in questo contesto, si configura come un atto fondativo di una nuova stagione politica, dove la cerimonia, l’arte e la diplomazia si intrecciano per costruire un paese più inclusivo, aperto e consapevole delle sue radici.

Vincenzo Tuccillo

Inviato Asib per Bolivia

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